Villa Magnì a Ragusa si trasforma: luogo di integrazione, sapere e rigenerazione territoriale

68

“Un progetto che concretizza una serie di iniziative che avevamo in mente da tempo, rappresentando la chiusura di un cerchio“. Sono parole di grande soddisfazione quelle giunte dal vescovo Paolo Urso nel corso della presentazione a Villa Magnì dell’iniziativa “Costruiamo Saperi”, selezionata da “Fondazione con il sud” tra 113 proposte progettuali.

Il progetto, che vede come soggetto responsabile la Diocesi di Ragusa e come partner l’Associazione di immigrati Uniti senza frontiere, Confcooperative Sicilia e l’Associazione Architetti senza frontiere, propone la creazione di un incubatore di impresa nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, con percorsi di autoimprenditorialità e la creazione di due cooperative di immigrati.

villa_Magnì_27apr15Cuore del progetto è il recupero e la restituzione alla collettività dell’antico caseggiato di Contrada Magnì, di proprietà della Diocesi di Ragusa e dotato di 10 ettari di terreno, in cui si attiveranno processi di work experience e accompagnamento all’autoimprenditorialità, valorizzando le risorse del territorio, con una particolare attenzione agli aspetti produttivi, culturali, ricettivi, di integrazione delle diversità che riguarderanno il centro storico di Ragusa e il recupero di orti urbani, nell’ottica di favorire interventi esemplari di agricoltura sostenibile e rigenerazione territoriale.

“Una casa“, dichiara il vescovo di Ragusa: “a servizio della gente di questa comunità, pensata per fornire risposte concrete a tutti coloro che hanno bisogno di essere incoraggiate per guardare alla vita con maggiore serenità“.

L’iniziativa raccoglie il plauso del prefetto Annunziato Vardè, il quale ha posto in evidenza i tanti sforzi di un territorio nel pieno dell’emergenza sbarchi. “Il nostro compito non deve fermarsi all’attivazione di una rete di soccorsi che funzioni“, ha detto il prefetto Vardè: “ma allargarsi alla promozione di percorsi di integrazione“.