Arrestati gli scafisti responsabili della tratta di 200 migranti

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Arrestati i tre presunti scafisti dello sbarco dello scorso giovedi sera a Pozzallo. In manette due senegalesi di 19 anni e un ragazzo 18enne nato in Gambia. A loro si è risaliti grazie all’ininterrotta attività investigativa condotta dalla task force delle forze dell’ordine formata da Squadra Mobile, Carabinieri di Modica e Guardia di Finanza di Pozzalo. I tre dovranno rispondere di aver introdotto clandestinamente sul territorio nazionale gli immigrati, ed anche del reato di morte come conseguenza di un altro delitto, poiché a seguito delle disumane condizioni del viaggi, il giovane malese è deceduto poche ore dopo dal suo arrivo.

I migranti sono stati soccorsi in acque internazionali da un mercantile in transito che su disposizione della Direzione Centrale dell’Immigrazione è stato dirottato a Pozzallo dove è giunto nella notte dello scorso giovedi. In un primo momento le forze dell’ordine hanno registrato la reticenza dei migranti, ma saputa la notizia del decesso di uno di loro, hanno cominciato a fornire indicazioni sulle modalità del viaggio sin da quando erano Libia. Il gruppo sarebbe stato segregato quindici giorni in un capannone in Libia dal quale non potevano uscire in attesa che fosse disponibile l’imbarcazione per raggiungere l’Italia e che le condizioni del mare fossero favorevoli. Dai racconti – secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine – è emerso che gli organizzatori libici, tutti armati, li tenevano sotto controllo e che gli scafisti si esercitavano a condurre le imbarcazioni per poi affrontare il viaggio con precisi ordini di richiedere soccorso alle autorità italiane tramite un telefono satellitare nel punto convenuto a largo delle coste libiche.

I testimoni hanno fornito un’attenta descrizione dei responsabili dell’organizzazione criminale, e hanno indicato coloro che avevano condotto l’imbarcazione. Al termine delle indagini, durate oltre 72 ore, gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea.

Sono in corso complesse indagini con i gruppi di investigatori presenti in territorio estero sugli altri componenti dell’associazione a delinquere di cui i fermati fanno parte.