Pagliuzze d’acciaio nella pasta. I piatti delle mense ragusane fanno ancora discutere

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Mensa scolastica, richieste on line
Immagine di repertorio

Un’altra tegola sul servizio mensa scolastica del Comune di Ragusa.

Sarebbero state trovate pagliuzze d’acciaio, simili a quelle delle spugnette puliscipadella, nel piatto di un bambino alla scuola di Marina.
A fare la segnalazione è stato il consigliere comunale d’opposizione Mario Chiavola. “Gli insegnanti e il dirigente scolastico”, dice Chiavola: “si sono immediatamente attivati denunciando il tutto ai carabinieri che hanno inviato i Nas, i quali hanno sequestrato il contenuto della mensa del giorno”.

“E dire che appena martedì pomeriggio“, aggiunge l’esponente di Megafono ora transitato nel Pd “si era tenuta una folta assemblea di genitori, presso la sala comunale di contrada Mugno, che aveva visto la presenza dell’assessore al ramo, Salvatore Martorana, e di alcuni funzionari del Comune. I genitori hanno giustamente chiesto controlli seri sulla qualità dei cibi e sulla possibilità di predisporre un bando in grado di garantire nella maniera migliore i piccoli.
Come ad evidenziare che il problema è serio, a distanza di poche ore dalla suddetta assemblea, si è verificato un nuovo caso che, dall’episodio della chiave inglese in poi, rende assolutamente discutibile la qualità dei pasti propinati ai nostri piccoli studenti dalla ditta aggiudicataria del servizio di refezione scolastica. Chiediamo all’Amministrazione comunale di attivarsi con i fatti. Perché la misura è ormai davvero colma”.

Il dirigente comunale Arianna Guarnieri spiega: “Abbiamo ricevuto la relazione da parte del dirigente scolastico di Marina circa la presenza di qualcosa di molto piccolo in un pasto. Abbiamo chiesto anche ai carabinieri informazioni in merito, e attendiamo una risposta”.

L’episodio, aggiunge l’assessore Salvatore Martorana: “è avvenuto intorno a mezzogiorno di mercoledì 19. Nel menù era prevista pasta con prosciutto e piselli. Qualche mamma stava controllando il pasto e cercava i piselli. E così è stato trovato un filo di un paio di centimetri, di quelli usati nelle spazzole per pulire le pentole. Hanno contattato i carabinieri che sono venuti sul posto e hanno portato il piatto alla vicina Caserma. Lì sono stati sentiti due genitori e due operatori scolastici. Non abbiamo ancora copia di quel verbale.
Quando lo avremo valuteremo per prendere le eventuali misure. Rispetto alle altre occasioni, quando il cibo non era stato sequestrato, in questo caso il piatto di pasta è stato messo sotto sequestro e c’è una dichiarazione che, ripeto, attendiamo di leggere”.

Intanto il Comune si è attivato celermente per l’individuazione di una figura professionale che controlli il cibo sia nella fase di preparazione che di trasporto. “Ho fatto già alcuni colloqui”, spiega la Guarnieri.
“Credo che nell’arco di qualche giorno la persona verrà individuata e, sempre in tempi brevissimi, inizierà il lavoro di controllo“.
Era quanto promesso nella riunione di martedì con i genitori.
Nonostante la risposta del Comune, sono tantissimi i genitori che hanno deciso di continuare la “protesta”, dando ai propri bambini un panino, anziché il buono pasto per la mensa. Ad oggi sono 900 i pasti richiesti a fronte di 1.500 bambini. Seicento papà e mamme, dunque, preferiscono al normale servizio di refezione scolastica la merenda portata da casa.