Come è andata la stagione della caccia negli Iblei? Il rapporto della Polizia provinciale

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Seicentottantatre cacciatori controllati, 69 denunciati all’autorità giudiziaria per reati legati all’attività venatoria.
Sono solo alcuni dei numeri relativi al bilancio della stagione di caccia (sia durante la chiusura, che l’apertura) diffusi ieri mattina in conferenza stampa dal comandante della polizia provinciale di Ragusa Raffaele Falconieri, a circa un mese dalla chiusura della stagione, terminata il 31 gennaio.

“Ovviamente” ha sottolineato Falconieri, specificando che i numeri relativi alle altre attività non specifiche, come per esempio quella sulle strade: “non ci limitiamo soltanto a questo periodo ma è un’attività che riguarda tutto il territorio, tutto l’anno. E non ci limitiamo alla lotta al bracconaggio ma mettiamo anche in atto tutte le attività che sono a danno della fauna, per esempio abbiamo portato a termine un’operazione che a Santa Rosalia ha portato al salvataggio di un daino, che è stato curato ed affidato al centro di Fauna selvaggia di Belpasso, dato che quello di Comiso è chiuso”.

Nel periodo 1 marzo 2014-28 febbraio 2015 sono state predisposte diverse operazioni antibracconaggio anche di notte, sia durante il periodo di chiusura generale della caccia (per contrastare qualunque forma di abbattimento o cattura illecita della fauna selvatica soprattutto nel periodo di riproduzione), sia durante la stagione venatoria per contrastare l’utilizzo di mezzi vietati (richiami acustici, furetto, trappole etc.).

Tra le attività completate, quella che ha portato alla denuncia di bracconaggio e maltrattamento di animali del titolare di un’azienda agricola in c. da Palamentana, territorio del Comune di Ragusa, all’interno della quale sono state rinvenute numerose trappole e gabbie per animali di qualsiasi specie: dall’avifauna, ai conigli, ai cinghiali. Nell’area in questione sono stati ritrovati chiusi in gabbia numerosi animali (tra cui 3 cinghiali, 25 testuggini, 1 poiana di Harris) in pessime condizioni igienico-sanitarie. In quell’occasione sono stati trovati diversi animali, vivi e morti.

“Il nostro principale intento” ha proseguito Falconieri: “resta quello della salvaguardia degli animali. Teniamo presente che nel periodo di chiusura della stagione venatoria i cacciatori, per dare meno nell’occhio, non usano i fucili. E così ci siamo imbattuti, per esempio, in un esemplare di istrice che è stato letteralmente ucciso a bastonate. Spesso i nostri uomini hanno a che fare con pregiudicati, che si trovano con dei fucili carichi in mano. Ci vuole grande professionalità e competenza affinché certe situazioni non degenerino. Tra l’altro” ha messo in evidenza il comandante della Provinciale: “non sappiamo se tra un anno potremo organizzare nuovamente questa conferenza stampa, dato che in base alla legge in discussione all’Ars, non sappiamo quale sarà il destino di questo organismo. Un peccato, dato che siamo una delle uniche province a mettere in atto questo tipo di controlli, proprio per la presenza, in buon numero, del personale della polizia provinciale”.

[ Fonte: La Sicilia ]