L’Arancinotto non si tocca! Sequestrati tremila pezzi ‘falsi’ prodotti in Cina

193

buon appettoContinua senza sosta l’impegno delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa che, nell’ambito dei servizi di prevenzione e repressione delle violazioni in materia di marchi contraffatti, hanno sottoposto a sequestro circa 3 mila prodotti falsificati e scoperto, tra le altre, 5 imprese acclarate come importatrici dalla Cina.

L’attività d’indagine, svolta sin dall’estate 2015 dai finanzieri della Compagnia di Vittoria su delega dell’Autorità Giudiziaria, è partita dalla denuncia da parte del rappresentante legale di una società con sede a Chiaramonte Gulfi titolare del marchio protetto da privativa industriale denominato “Arancinotto”: si tratta di uno stampo in materiale plastico per realizzare facilmente le tipiche arancine siciliane in casa, simbolo gastronomico per eccellenza della Sicilia, ideato genialmente da una famiglia ragusana. Fin dall’avvio della sua produzione, ha avuto un rapido successo e diffusione anche a livello internazionale; l’ampio boom commerciale di questo prodotto interamente “made in Italy”, tuttavia, è stato notevolmente danneggiato da una vera e propria “invasione” di copie del citato stampo da cucina, presenti soprattutto nei siti di e-commerce e nei mercati rionali e fiere, così come lamentato in sede di denuncia.

Il marchio “Arancinotto”, infatti, risulta essere stato brevettato da una società ragusana con certificato di registrazione rilasciato nel 2014 dal Ministero dello Sviluppo Economico – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e valido all’interno dell’Unione Europea. Pertanto, qualsiasi commercializzazione di prodotto in assenza di tale brevetto o di un documento che ne attesti l’acquisto lecito dal titolare del medesimo, ovvero l’importazione/produzione di prodotti simili con medesima funzionalità comportano violazioni di carattere penale, in quanto idonei a trarre in inganno i clienti sulla reale provenienza e sulla qualità del prodotto, nonostante il prezzo di vendita a volte riscontrato anche pari al prezzo del prodotto originale.

I militari della Compagnia di Vittoria, attraverso l’incrocio delle numerose banche dati a disposizione e un attento controllo economico del territorio, hanno pertanto proceduto a ricostruire la filiera del falso: attraverso riscontri effettuati presso centri commerciali, negozi all’ingrosso ed al dettaglio di prodotti casalinghi, mercati rionali settimanali, fiere, sagre, ovvero tramite il monitoraggio dei principali siti di e-commerce e social network (quali “eBay”, “subito.it” e “facebook”), è stata individuata una sempre più progressiva e vasta distribuzione e vendita, sia in ambito siciliano che nazionale, di diverse versioni e/o tipologie del prodotto contraffatto, sempre più in grado di trarre in inganno l’acquirente medio. Nello specifico, dalla numerosa documentazione fiscale esaminata dalle Fiamme Gialle, è stato possibile riscontrare la fabbricazione illegale del prodotto in Cina, presumibilmente su input di connazionali presenti sul territorio italiano.

Complessivamente, oltre al sequestro di circa 3 mila prodotti contraffatti, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria competente 127 individui per l’importazione/vendita degli articoli falsificati e segnalate circa un centinaio di imprese coinvolte, di cui almeno 5 acclarate come importatrici dalla Cina della citata merce, grazie alla documentazione fiscale riscontrata.

Infine, l’attività effettuata nel contesto dell’e-commerce non solo ha permesso di riscontrare oggettivamente la vendita del prodotto contraffatto, ma ha reso possibile l’individuazione di una importante porzione di sommerso d’azienda.

L’operazione di servizio svolta dalla Compagnia di Vittoria ha permesso di aggredire alla fonte e su scala nazionale una notevole filiera del falso, a tutela della società ragusana proprietaria del diritto di privativa industriale in argomento e, non da ultimo, al fine di proteggere gli acquirenti, tratti in inganno dal prezzo (a volte) più basso dell’originale prodotto italiano, da possibili rischi alla salute, considerato che tali prodotti ad utilizzo alimentare non rispettano la rigida normativa di sicurezza prevista dall’Unione Europea.

Questa la nota dell’azienda chiaramontana: 

“La contraffazione ha inevitabilmente creato un danno alla nostra azienda. In una fase iniziale ne hanno risentito anche le vendite, ma non ci siamo mai persi d’animo, scegliendo di andare avanti, fiduciosi nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nella magistratura”. Così i titolari di Arancinotto, il famoso stampo per arancini, commentano l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza iblea e che nel corso dei mesi ha visto anche il significativo e fondamentale apporto del Siac, il Sistema Informativo Anticontraffazione delle Fiamme Gialle.

“Creare Arancinotto era per noi una scommessa, accolta con favore dagli utenti, sia italiani che esteri e il forte gradimento e il sostegno hanno continuato a farci andare avanti, puntando sempre sulla qualità e sul made in Italy, anzi sul made in Sicily. Non ci siamo mai fermati, e proprio oggi, in concomitanza con questa rassicurante notizia ricevuta dalla Guardia di Finanza, sono arrivate le prime copie di “Arancinario”, il ricettario di arancine e arancini che racconta la nostra isola attraverso la pietanza dello street food siciliano più nota nel mondo. Una nuova scommessa, questo progetto editoriale, subito accolta con grande entusiasmo da chi ci segue, oltre 60 mila follower sui social, e che oggi ci porta a festeggiare con ancora più gioia gli importanti risultati ottenuti dalle forze dell’ordine, sicuri che i controlli continueranno”.

Nei primi mesi di attività, la comparsa degli stampi illegali ha creato grande confusione tra i consumatori che non riuscivano a capire bene le differenze tra l’originale e i falsi venduti nei mercatini e in alcuni siti internet. È così iniziata una lunga e difficile campagna di informazione. Al di là del fatto che il prodotto contraffatto non rispettava i brevetti registrati, è stato spiegato ai consumatori l’importanza di utilizzare in cucina solo materiali certificati e sicuri, soprattutto se questi vengono a contatto con gli alimenti.

“Gli stampi falsi, realizzati con materiali di dubbia provenienza, in alcuni casi emettevano anche un strano odore oltre a non funzionare in modo corretto. Così col tempo i consumatori hanno ben compreso che la scelta non era solo quella di comprare l’originale piuttosto che il falso, ma di tutelare la propria salute. Il nostro stampo per arancini è infatti totalmente realizzato in Sicilia, con materiali certificati, per alimenti e di alta qualità”.