Un confronto tra generazioni con ‘Raccontami una storia’ a Scicli

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Un confronto tra generazioni che vede protagonisti giovani scout dell’AGESCI ma anche le famiglie per scoprire antiche tradizioni e saperi.

Anche a Scicli grande successo per l’iniziativa “Raccontami una storia”, nell’ambito del progetto “Le forme dell’Identità” che fa parte delle azioni di promozione e valorizzazione del territorio, previste nel più ampio programma di attività, finanziato dal MiBACT a valere sulla Legge 77 del 2006 e co-finanziato dalle Regione siciliana dedicato ai Siti Unesco del Sud Est.

Protagonisti il signor Massimo Padua e il parroco della chiesa di san Giuseppe don Ignazio La China che hanno raccontato i segreti dell’antica tradizione della “Cavalcata di San Giuseppe” che si svolge ogni anno intorno al 19 marzo. Tra i giovani presenti il gruppo Scicli 1 degli scout. All’incontro di Scicli era presente Giada Cantamessa che cura e coordina il progetto “Le forme dell’identità”.

L’obiettivo di questa iniziativa, infatti, è raccontare le storie, le tradizioni, i luoghi per mettere le fondamenta alla memoria e rendere partecipi, anche i giovani, dell’importanza della conservazione e trasmissione dei saperi.

“La Cavalcata di san Giuseppe” è la rievocazione storica della “Fuga in Egitto” della Sacra Famiglia, che fa parte del Patrimonio immateriale della città.

Il signor Padua ha spiegato le tecniche usate per la preparazione dei cavalli che vengono portati in corteo. Infatti è lunga e impegnativa la fase di preparazione delle bardature dei cavalli. A parteciparvi tantissime persone, che si occupano di intessere migliaia di violaciocche (u bàlucu). Ne vengono fuori dei “quadri” che raffigurato la Sacra Famiglia.

Nella chiesa di San Giuseppe è custodito un esemplare in miniatura di questi cavalli.

Gli incontri di “Raccontami una storia” stanno coinvolgendo i siti Unesco del Sud Est e si stanno svolgendo in luoghi privi di barriere architettoniche, secondo il principio dell’accessibilità universale che segna tutto il progetto, supportato in tutte le azioni dall’Istituto Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Istituto David Chiossone per ciechi e ipovedenti.