Nuovi e Liberi Consorzi: a che punto siamo, a Ragusa e in Sicilia?

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Non c’è poi tutto questo gran fermento in Sicilia, per ridisegnare la “mappa” geopolitica dell’isola alla luce della legge regionale 8/2014 che, a seguito dell’abolizione delle province, istituisce ufficialmente i Liberi Consorzi dei Comuni.
La legge dice che in sede di prima applicazione vengono istituiti nove liberi Consorzi che coincidono con le nove vecchie province (Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani), ma che entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge stessa i Comuni possono esprimere la volontà di costituire ulteriori liberi Consorzi purché nel rispetto di determinati requisiti (contiguità territoriale, popolazione non inferiore ai 180 mila abitanti). Questa possibilità è vincolata all’approvazione a maggioranza di 2/3 di una delibera da parte del Consiglio comunale del Comune che si vuole staccare dal proprio Consorzio di naturale appartenenza per aderire a un altro di nuova costituzione e ad un referendum popolare confermativo.

Ma chi, in Sicilia, sta effettivamente pensando di farlo?
Non sono molti i Comuni che ci stanno provando, anche se va detto che su molti ha pesato la coincidenza delle elezioni amministrative, che potrebbe determinare una proroga dei tempi previsti dalla legge.
Un nuovo Consorzio potrebbe nascere tra i Comuni dell’area sud del Catanese e quelli dell’area sud del Nisseno. In particolare potrebbero starci dentro 11 comuni che insieme supererebbero la soglia dei 200 mila abitanti: per la zona etnea: Caltagirone, Ramacca, Licodia Eubea, Mineo, Scordia, Vizzini, Mirabella Inbaccari.
Per quella nissena: Gela con Butera, Niscemi e l’aggiunta di Piazza Armerina.

La volontà della popolazione gelese di divorziare da Caltanissetta, con cui è stata sempre divisa da lotte di campanile, aveva spinto il sindaco di Gela, con la “sponsorizzazione” del presidente della Regione Rosario Crocetta, a tentare invano un coinvolgimento anche del Comune di Vittoria e dell’area ipparina, da “strappare” alla provincia di Ragusa.
Non solo, il sindaco Giuseppe Nicosia non ne vuole sapere, ma ha convocato per oggi nella sua città una conferenza dei sindaci dell’area iblea per rafforzare il percorso indicato dal sindaco di Ragusa Federico Piccitto: partire dagli attuali confini per allargarsi, eventualmente, ai Comuni delle zone sud del siracusano e del calatino.

Chi non ne vuole sapere di questa ipotesi e da Ragusa vuole invece staccarsi è, com’è noto, il sindaco di Modica Ignazio Abbate, che è l’unico in Sicilia, insieme a quello di Gela, davvero determinato a lavorare su un Consorzio nuovo. Questo Consorzio del Val di Noto dovrebbe comprendere, in particolare: Rosolini, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Ispica, Pozzallo, Palazzolo Acreide, Scicli, Ferla, Cassaro, Buccheri, Buscemi e Canicattini Bagni.
Il Consiglio comunale di Modica con all’ordine del giorno le mozioni su questo argomento è già stato convocato per giovedì 29 maggio alle ore 17.00.

Per approfondire:
Le parole del sindaco di Modica Ignazio AbbateL’opinione dell’ex sindaco Piero TorchiL’intervento di Saverio TerranovaLa posizione dei sindaci di Vittoria, Ispica e Pozzallo