A Ragusa la maggioranza ha perso cinque pezzi in un anno. E ora che succede?

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A Palazzo dell’Aquila il gioco degli incastri sembra essere appena iniziato. Alla Giunta Piccitto servono punti fermi in Consiglio comunale ma attualmente, a conti fatti, questi mancano.
Dopo il “cambio di casacca” di due consiglieri partiti con il Movimento cinque stelle, Mirella Castro verso Partecipiamo e Manuela Nicita approdata al Gruppo misto, i pentastellati hanno dovuto far fronte all’ennesimo dietrofront che pare essere il passaggio obbligato per chi ricopre la carica di vicepresidente del consiglio. A maggio Giorgio Licitra e ad agosto Serena Tumino, hanno fatto le valigie e lasciato lo scranno di consigliere rispettivamente a Maurizio Porsenna e Gianna Sigona. Quest’ultima lunedì ufficialmente entrerà a far parte dei trenta all’interno della massima assise cittadina.
Alla luce di questi movimenti, lo scacchiere politico appare in grosso stallo. Da una parte il gruppo degli otto oppositori, Maurizio Tumino, Lo Destro, Mirabella, Migliore, Laporta, Marino, Morando e Chiavola, che fino a questo momento hanno comunque condotto le danze all’interno dell’aula consiliare, ed il gruppo del Partito democratico di Massari e D’Asta. In posizione critica la Nicita, Partecipiamo del presidente Giovanni Iacono più la Castro e Movimento città con Carmelo Ialacqua. I Cinque stelle rimangono in 15, se si considera che la Sigona, partita coi Cinque stelle è stata espulsa dal meetup e si pone in posizione critica nei confronti del sindaco e della Giunta. Dai rumors che arrivano, il nuovo consigliere partirà all’interno della lista nella quale è stata eletta ma evidentemente senza nessuna garanzia di continuità. Smentite dalla diretta interessata, infine, le ultime voci che circolavano a Palazzo di città circa un reingresso della Nicita tra gli ex compagni di avventura.
Fatti un po’ di conti, la supremazia dei grillini in Consiglio scricchiola e la Giunta Piccitto deve iniziare a fare i conti con gli alleati, inviperiti dal mancato coinvolgimento nel Governo della città e che, proprio in occasione dell’approvazione del Bilancio di previsione 2014, hanno palesato la fuoriuscita dalla coalizione di maggioranza. Una sorta di ultimatum prima delle vacanze estive, che in questo mese di contatti dovrebbe portare ad una forzata apertura di Federico Piccitto nei confronti di Partecipiamo, le cui trattative alla luce anche dell’incontro del 2 settembre sembrano essere decisamente a buon punto, ed in direzione di Movimento città, forza politica che a Palazzo dell’Aquila conta il voto di Ialacqua ma che nel suo interno sembra essere divisa.
Compatto o meno, il direttivo di Movimento città appare risoluto a condividere il progetto politico del sindaco solamente se si darà inizio ad una nuova fase di governo, quindi una discontinuità netta con la Giunta che ha amministrato per oltre un anno. A Piccitto si chiede un gesto forte, nessun “rimpastino” quindi, ma un atto evidente e chiarificatore dei nuovi equilibri in seno al Comune.