Come diceva mio nonno: “Chi domanda non fa errori”

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Mio nonno, fuochista sulle mitiche locomotive a vapore 740 delle Ferrovie dello Stato, in servizio alla stazione di Modica, quando, da piccolo, gli chiedevo qualcosa di ovvio sulle “sue” locomotive, mi rispondeva in maniera esauriente e, in qualche occasione, mi faceva capire che la risposta datami era, tutto sommato, ovvia.
Ma non per questo si sottraeva a quello che, per molti bambini come me, era anche un gioco e un modo per dialogare con i “grandi”. Per questo, dopo ogni risposta, elogiava la mia curiosità con una frase usata spesso dalle persone anziane e, quindi, più sagge: chi domanda non fa errori!

Come i bambini di una volta, orfani di internet e tablet, vorremmo, ora, porre all’attenzione di chi invece internet lo “divora” quotidianamente, alcune domande su questioni di attualità più o meno locali ma che, questa estate, stanno suscitando curiosità e interesse.

– Perché il sindaco di Modica, Ignazio Abbate, ha sentito la necessità di nominare due esperti (comunicazione e marketing) scegliendo, guarda caso, due persone che lo avevano già assistito in campagna elettorale?
Era proprio necessario sfidare il buon senso e, contemporaneamente, mettere alla berlina (perché, di fatto, è questo un altro aspetto della vicenda) i destinatari di tale improvvida decisione? Non bastavano già le critiche per le maxispese relative agli spettacoli estivi in un periodo di assoluta austerità con la gente impegnata ad inventarsi sempre qualcosa di nuovo per arrivare a fine mese?
Misteri della politica, quella con la “p” minuscola che ancora si illude di catturare il consenso basandosi sulla quantità delle offerte piuttosto che sulla qualità. Come se le iniziative culturali seguissero la logica delle offerte al supermercato.

– Perché è sceso il silenzio sul caso del Tribunale di Modica, soppresso in tutta fretta per rimpinguare il lavoro (e gli asfittici numeri) del Tribunale di Ragusa che, prima di accorpare l’istituzione modicana e la sezione staccata di Vittoria, non trovava di meglio che indagare il Comitato per la difesa del Tribunale di Modica e sequestrare qualche computer a un giornalista? Perché non è stato diffuso nessun comunicato sulle verifiche effettuate dai vigili del fuoco al Palazzo di giustizia ragusano dopo le denunce di criticità strutturali? Sono state fatte queste verifiche? Quando?
Le redazioni dei giornali sono inondate di comunicati su svariati argomenti. Non c’è traccia, però, di queste notizie che interessano la collettività, a cominciare dai dipendenti che lavorano in condizioni di grande precarietà. E che fine hanno fatto le promesse del presidente della Regione (“ci accolleremo le spese di gestione del Tribunale di Modica”) e di cui non c’è traccia nella recente finanziaria regionale? Le promesse erano state amplificate da alcuni onorevoli. I fatti rimangono nel limbo delle buone intenzioni e dei proclami, tronfi quanto inutili.

 Perché si continua a sottovalutare il fenomeno migratorio con le sue implicazioni, umanitarie e logistiche, nel territorio ibleo, a cominciare, ovviamente, da Pozzallo, diventato uno dei terminali dell’esodo di disperati che fuggono dalle guerre, dalla miseria e dall’oppressione? Il sindaco di Pozzallo continua a chiedere sostegno economico per far fronte alle necessità dei migranti e del personale addetto all’assistenza. Non riscontriamo particolari segnali di solidarietà dalla società civile e dalle istituzioni impegnate, piuttosto, a programmare premiazioni e spettacoli estivi.
E, a proposito di immigrati, perché stanno sorgendo tanti problemi per rilasciare i permessi di soggiorno ai tre stranieri che, sbarcati a Pozzallo, sono entrati a far parte dell’organico del Modica calcio? Ora sembra necessario addirittura l’intervento del ministro dell’Interno, Angelino Alfano.
È così difficile agevolare un “lieto fine” in una storia diversa da tante altre, purtroppo drammatiche? Non vorremmo che qualcuno, svegliandosi in una calda mattina d’estate, pensasse di indagare il Modica calcio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina!!!

– Perché a Modica si è rivoluzionato il traffico in coincidenza con la chiusura del Ponte Guerrieri e, dopo poco più di un mese, tutto è tornato come prima? Il lavoro fatto dai vigili urbani all’inizio di giugno per studiare sensi unici e divieti vari è stato vanificato dalle proteste a macchia di leopardo che, come al solito, sono arrivate nelle stanze del Municipio ed hanno avuto il solito effetto dirompente. Per la serie: cerchiamo di accontentare tutti per evitare contraccolpi al consenso popolare.
Dimenticando, però, che quando non si riesce a far rispettare le regole per accontentare pochi a danno di molti non si rende un buon servizio alla democrazia e al senso civico.
Con l’inevitabile conseguenza che ognuno si sente autorizzato ad infrangere le regole e a comportarsi seguendo i dettami delle convenienze personali.